Statuto dell'associazione

Lo statuto è un documento redatto dai membri fondatori della società, diviso in 20 articoli fondamentali. E' qui possibile visionarlo e scaricarlo in versione PDF.

Statuto dell’associazione

“Comunità Internazionale di Psicoanalisi”

Art. 1. Costituzione

Ai sensi delle vigenti leggi è costituita l’associazione denominata “Comunità internazionale di

psicoanalisi”, d’ora in poi indicata con la sigla CIP.

Art 2. Sede

1. L’associazione ha sede in Milano. La modifica della sede non determina la variazione dello

statuto.

2. La CIP potrà avere più sedi regionali, in Italia e all’estero, in base ad una decisione della sua

Assemblea. Le relazione fra il CIP e le sedi al di fuori del territorio italiano saranno regolate in base

alle leggi dei singoli Paesi ed in base alle decisioni dell’Assemblea, che potranno essere riassunte in

un Regolamento generale della CIP. Ciascuna sede regionale potrà avere un proprio regolamento,

che dovrà essere approvato dall’Assemblea della CIP.

Art. 3. Durata

La durata dell’associazione è stabilita senza limitazioni di data, salvo quanto previsto nell’art. 19

del presente statuto.

Art. 4. Ordinamento interno

L’associazione è retta dal presente Statuto e dai Regolamenti che saranno approvati dal Consiglio

direttivo e dall’Assemblea.

Art 5. Oggetto e Scopo

1. La CIP ha il compito di promuovere il ritorno della psicoanalisi ai princìpi, stabiliti da Sigmund

Freud, della sua trasmissione, che comportano l’autonomia della psicoanalisi da ogni altra

professione e formazione.

2. La psicoanalisi è una sola, anche se diverse sono state e sono le teorie che si fanno supporto della

sua esperienza. Perciò nella CIP possono intervenire psicoanalisti che si riferiscono a diverse

tradizioni teoriche, per esempio, oltre che a Freud, anche a Jung, Klein, Lacan ecc. La molteplicità

dei punti di vista, in un’associazione, è una ricchezza che non bisogna sprecare in nome di una

fedeltà opinabile ad un solo modello teorico.

3. Ogni dispositivo legale che subordini l’acquisizione del titolo di psicoanalista alla preliminare

acquisizione di qualche altra qualifica professionale è, nel contesto determinato dai principi

giuridici di libertà civile, ritenuto illegittimo.

La CIP farà di tutto perché i principi liberali della professione di psicoanalista siano rispettati e fatti

valere promuovendo laddove si renda necessario anche azioni legali di tutela.

4. Freud ha dimostrato in numerosi scritti che la psicoanalisi non è una pratica sanitaria, anche se si

occupa del benessere e della formazione degli individui. I criteri di valutazione diagnostica e

prognostica della psicoanalisi, in effetti, nulla hanno a che fare con quelli quantitativi e scientifici

che sono stati adottati dalla medicina, o con l’ideologia della restitutio in pristinum che sta alla base

tanto della medicina quanto della psicoterapia intesa in termini sanitari.

5. I princìpi della formazione di un analista sono gli stessi stabiliti a suo tempo da Freud: l’analisi

individuale (analisi didattica), la supervisione, la partecipazione a gruppi di studio, seminari, corsi

di psicoanalisi, nonché la pratica dell’insegnamento e della scrittura. La pratica analitica è

individuale non solo nella relazione fra analista e analizzante, ma anche nella formazione.

6. La CIP renderà pubblici i curricula dei propri soci.

7. La CIP s’impegna a difendere e diffondere i princìpi della formazione psicoanalitica e dell’etica

della psicoanalisi attraverso tutte le modalità possibili: politicamente, culturalmente,

giuridicamente, giudiziariamente, attraverso congressi, insegnamenti, pubblicazioni, siti web,

giornali ecc.

8. Nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, la CIP potrà organizzare congressi, convegni, corsi

di formazione professionale e/o di aggiornamento, seminari, gruppi di studio, cicli di conferenze,

mostre, eventi culturali e artistici, gruppi formativi, laboratori creativi e artistici, e qualsiasi altra

iniziativa che favorisca la diffusione e la conoscenza dei principi della pratica psicoanalitica, nelle

sue varie connessioni; le sue attività potranno perciò essere destinate anche ai non associati.

9. La CIP potrà svolgere attività di consulenza e di formazione intervenendo nel disagio psichico e

sociale.

10. La CIP potrà occuparsi anche delle problematiche d’integrazione delle minoranze culturali,

linguistiche e religiose, per contrastare con i mezzi della psicanalisi tutte le forme di razzismo e di

discriminazione culturale, religiosa e sessuale.

11. La CIP si prefigge di sviluppare analisi e lavori di ricerca dedicati alle trasformazioni

intervenute nel corpo sociale e a livello culturale e politico che possono avere impatti significativi

rispetto alla pratica analitica.

12. Al fine del raggiungimento degli scopi statutari, si auspica che i Soci della CIP collaborino

annualmente ad almeno un Gruppo di Ricerca, su un argomento legato alla pratica della psicoanalisi

e della formazione psicoanalitica; i risultati di ciascun Gruppo saranno trasmessi, alla fine del

lavoro, al Comitato per l’Insegnamento e le Pubblicazioni, che li renderà accessibili a tutti i Soci.

13. La CIP pubblicherà una propria rivista e potrà avere anche altre iniziative editoriali, con i

diversi mezzi di stampa e di diffusione web, tutte relative alla psicoanalisi ed alle sue connessioni,

privilegiando la produzione teorica dei suoi associati, o di quanti difendano le tesi teoriche che

stanno alla base del presente statuto, oltre che dell’intera tradizione della psicoanalisi.

14. La CIP promuoverà anche la collaborazione e/o convenzione con enti locali, pubblici e privati, e

con le Università. Benché, in effetti, Freud abbia più volte sottolineato che la psicoanalisi non si

insegna nelle Università, in quanto il suo sapere non è né generale né generalizzabile, l’assenza

della psicoanalisi dalle materie che si insegnano nelle Università ha profondamente nuociuto alla

psicoanalisi, favorendo la sua falsa sovrapposizione alla psicoterapia sanitaria.

15. La CIP potrà collaborare con altre associazioni che abbiano, in Italia e all’estero, delle finalità

affini alle sue, non solo sul piano della psicoanalisi, ma anche su quello artistico, culturale,

informativo, giuridico, sociale e politico.

Art 6. Patrimonio ed entrate dell’associazione

1. Il patrimonio del CIP è costituito dai beni mobili e immobili che pervengono all’Associazione a

qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o da persone fisiche, o

dagli avanzi netti di gestione.

2. Per l’adempimento dei suoi compiti l’Associazione dispone delle seguenti entrate:

a – quote e contributi degli associati;

b – eredità, donazioni e legati;

c – eventuali contributi pubblici (dello Stato, previsti da programmi della U.E., delle Regioni, di

Enti locali, di Enti o di Istituzioni pubbliche o private, anche finalizzati al sostegno di specifici e

documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari);

d – entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

e – proventi di servizi resi agli associati e a terzi (laddove previsti e approvati nel successivo

Regolamento per lo svolgimento delle funzioni dell’Associazione da adottarsi previa approvazione

dell’Assemblea degli Associati;

f – erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

g – entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento

3. L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto

al versamento annuale della quota, a meno che l’Assemblea non approvi dei versamenti una tantum

da parte dei soci.

4. I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità, fatto salvo il versamento

minimo come sopra determinato, e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso, e quindi

nemmeno in caso di scioglimento dell’Associazione o in caso di morte, di estinzione, di recesso o di

esclusione dall’Associazione, può pertanto farsi luogo al rimborso di quanto versato

all’associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.

5. Le quote associative sono annualmente fissate dal Consiglio Direttivo e sono strettamente

personali, non rivalutabili ed intrasmissibili, anche in caso di successione a causa di morte.

Art. 7. Fondatori e Soci dell’associazione

1. I Soci della CIP possono essere solo persone fisiche secondo le modalità previste dal

Regolamento per lo svolgimento delle funzioni dell’Associazione da adottarsi previa approvazione

dell’Assemblea degli associati

2. Sono Soci della CIP:

– i Soci fondatori

– i Soci ordinari;

3. Sono soci fondatori le persone fisiche che partecipano alla costituzione dell’originario fondo di

dotazione dell’Associazione stessa.

4. Sono Soci ordinari le persone fisiche che sono interessate a partecipare alle attività

dell’Associazione, sia nel corso della loro formazione come psicoanalisti, sia per altre finalità.

5. I Soci fondatori e i Soci ordinari dovranno depositare nella segreteria della CIP un proprio

curriculum formativo e professionale. La formazione degli psicoanalisti, in effetti, è individuale, e

può seguire itinerari anche molto diversi; questa è una ricchezza che deve essere non solo custodita,

ma che può anche essere resa manifesta dalla CIP.

6. I curricula possono contenere anche un elenco delle pubblicazioni, degli insegnamenti svolti,

della partecipazione a congressi ecc.

7. I singoli curricula potranno essere pubblicati nel sito web della Comunità.

8. Tutti i Soci hanno diritto di voto e sono tenuti al versamento delle quote d’iscrizione e dei

contributi fissati dal Consiglio Direttivo.

9. La qualifica di Socio si perde per il mancato pagamento della quota associativa o per gravi motivi

di contrasto fra le attività svolte ed i princìpi di fondo dell’Associazione. Su questo punto si

rimanda al Regolamento per lo svolgimento delle funzioni dell’Associazione.

Art. 8. Modalità di Adesione all’Associazione

1. Chi intende aderire alla CIP deve rivolgere domanda scritta al Consiglio Direttivo, specificando

di condividere le finalità dell’Associazione e l’impegno ad approvarne e osservarne lo Statuto e i

Regolamenti, accludendo alla domanda il proprio curriculum formativo e professionale.

2. I Soci della CIP non potranno aderire ad altre Associazioni e Istituti che abbiano finalità o

pratiche contrastanti con il presente Statuto. Si escludono dal merito del presente comma gli Ordini

professionali o altre categorie professionali non ordinistiche.

3. In presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’Associazione può esserne escluso con

deliberazione del Consiglio Direttivo, attenendosi al parere del Consiglio di Garanzia. La prima

Assemblea dei Soci successiva a questa decisione dovrà però approvare questa esclusione. Nel caso

che l’Assemblea la rifiuti, questa decisione comporta le dimissioni immediate sia del Consiglio di

Garanzia

sia del Consiglio Direttivo, e una loro immediata rielezione. L’esclusione ha effetto dalla notifica

del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione è

stata deliberata.

Art 9. Organi dell’Associazione

Sono organi della CIP:

– l’Assemblea dei Soci;

– il Consiglio Direttivo;

– il Presidente dell’Associazione;

– Il Consiglio di Garanzia;

– Il Comitato per l’Insegnamento e le Pubblicazioni.

I Segretari delle Sedi regionali.

Art 10. L’Assemblea

1. L’Assemblea è composta da tutti i Soci della CIP. L’Assemblea si riunisce almeno una volta

all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo (entro quattro mesi dalla chiusura

dell’esercizio), e del bilancio preventivo. Essa inoltre:

– provvede alla nomina del Consiglio Direttivo, del Presidente, del Vicepresidente, del Tesoriere, del

Segretario, del Consiglio di Garanzia, del Comitato per l’Insegnamento e le Pubblicazioni;

– delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;

– delibera sulle modifiche al presente statuto;

– approva tutti i regolamenti che potranno disciplinare lo svolgimento dell’attività

dell’Associazione;

– delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio.

– La modalità per l’approvazione degli eventuali Segretari regionali verrà definita con il

Regolamento per le funzioni dell’Associazione.

2. L’Assemblea è convocata dal Presidente, ogni qualvolta lo ritenga opportuno, oppure ne sia fatta

richiesta da almeno un terzo dei Soci o da almeno un terzo dei membri del Consiglio Direttivo, del

Consiglio di Garanzia o del Comitato per l’Insegnamento e le Pubblicazioni.

3. L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è valida con la presenza di almeno la metà più uno

degli aventi diritto a partecipare. L’Assemblea ordinaria in seconda convocazione è valida

qualunque sia il numero dei Soci presenti.

4. Ciascun Socio ha diritto ad un voto. Ciascun Socio può intervenire all’assemblea personalmente o

per il tramite di un altro Socio munito di delega scritta. Ciascun associato non può rappresentare più

di due altri Soci.

5. L’avviso di convocazione, contenente la data, l’ora ed il luogo della riunione, nonché l’ordine del

giorno, deve essere affisso presso la sede sociale almeno quindici giorni prima di quello fissato per

l’adunanza e deve esserne altresì contestualmente, data comunicazione via mail. In deroga, è

consentita la convocazione mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscono la prova

dell’avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell’Assemblea.

6. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua mancanza, dal

Vicepresidente. Il Presidente. prima dell’inizio dell’assemblea, nomina il segretario dell’Assemblea

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stessa. Le delibere dell’Assemblea devono risultare da apposito verbale redatto e sottoscritto dal

Presidente e dal Segretario.

7. L’assemblea ordinaria:

– elegge il Consiglio Direttivo, il Consiglio di Garanzia ed il Comitato per l’Insegnamento e le

Pubblicazioni, determinando anche il numero dei componenti di questi organi dell’Associazione;

– approva il bilancio consuntivo e preventivo;

– delibera sulle direttive generali delle attività dell’associazione;

– decide sull’apertura o sulla chiusura delle Sedi regionali;

– approva gli eventuali regolamenti.

8. L’assemblea straordinaria:

– delibera le modifiche dello Statuto, con la presenza della maggioranza assoluta dei soci (metà dei

soci più uno) e il voto favorevole della maggioranza dei presenti;

– delibera lo scioglimento dell’Associazione, con il voto favorevole dei tre quarti dei soci; per lo

scioglimento dell’Associazione non sono ammesse le deleghe;

nomina i liquidatori.

Art 11. Il Consiglio Direttivo

1. Il Consiglio Direttivo dev’essere composto da almeno cinque Consiglieri, e deve avere sempre un

numero dispari di componenti. Il numero dei Consiglieri sarà fissato di volta in volta

dall’Assemblea.

Tutti i Consiglieri vengono eletti ogni due anni dall’Assemblea generale, con la possibilità di essere

riconfermati per un massimo di due mandati.

2. Fanno necessariamente parte del Consiglio Direttivo il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario,

il Tesoriere e i rappresentanti delle sedi regionali, in Italia o all’estero, designati dalle Assemblee

locali con gli stessi criteri e le stesse scadenze degli altri Consiglieri.

3. La carica dei Consiglieri scade alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del

bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. I membri del Consiglio Direttivo rispondono

all’Assemblea della loro attività secondo le norme sul mandato.

4. Se un Consigliere, per qualsiasi motivo, cessa dall’incarico, verrà sostituito nel corso della prima

Assemblea che si svolgerà dopo la cessazione del suo incarico. Il Consigliere eletto resterà in

carica, in questo caso, fino alla scadenza degli altri Consiglieri.

5. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.

6. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti.

7. Il Presidente deve riunire il Consiglio Direttivo qualora ne facciano richiesta per iscritto, anche

via fax o mail, almeno due terzi dei suoi membri. L’ordine del giorno è fissato dal Presidente o dai

membri che ne hanno richiesto la convocazione. La convocazione è fatta con preavviso di almeno

sette giorni, salvo il caso di convocazione urgente, nel qual caso è sufficiente il preavviso di un

giorno.

8. Il Consiglio Direttivo può riunirsi anche in luogo diverso dalla sede dell’associazione. La carica

di membro del Consiglio Direttivo è strettamente personale, per cui non è ammessa la

rappresentanza per delega.

9. Il Consiglio Direttivo deve garantire l’articolazione dialettica delle attività della CIP nelle sue

varie sedi. Il Consiglio Direttivo è investito dei seguenti compiti di massima:

– funzioni e attività di coordinamento, impulso e proposta per conseguire gli scopi statutari

dell’Associazione;

– redazione del rendiconto o del bilancio d’esercizio; redazione relazione sulle attività

dell’Associazione da sottoporre annualmente al giudizio dell’Assemblea dei soci;

– determinazione annuale della misura del contributo associativo da sottoporre all’approvazione

dell’Assemblea dei soci;

Il Regolamento per lo svolgimento delle funzioni dell’Associazione specificherà la tipologia di

attività da svolgere e la ricorrenza degli eventuali casi di straordinaria amministrazione. Spetta al

Consiglio direttivo la redazione della proposta di Regolamento per lo svolgimento delle funzioni

dell’Associazione che dovrà essere approvata dall’Assemblea dei soci.

10. Il Consiglio Direttivo non può delegare i propri poteri a nessuno dei suoi membri,

congiuntamente o disgiuntamente.

11. Tutte le cariche sociali sono gratuite, salvo il rimborso delle spese documentate e debitamente

sostenute per lo svolgimento degli incarichi. Nel Regolamento dovranno essere previste la tipologia

di spese che possono essere deliberate dal Consiglio direttivo (e il tetto massimo della loro entità) e

quelle che dovranno essere previamente autorizzate dall’Assemblea dei Soci. Tutte le spese

sostenute con i fondi dell’Associazione dovranno essere rendicontate.

Art 12. Il Presidente

1. Il Presidente presiede il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei Soci. Egli è eletto ogni due anni

dall’Assemblea, con la maggioranza dei due terzi dei soci presenti di persona o per delega. Nel caso

che nelle prime tre votazioni non si raggiunga questa maggioranza, verrà eletto con la maggioranza

semplice dei Soci. La carica di Presidente, come quelle degli altri Consiglieri, è rinnovabile una

volta sola.

2. Al Presidente spetta la rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi anche in giudizio. Su

deliberazione del Consiglio Direttivo, il Presidente può attribuire la rappresentanza

dell’Associazione anche a Soci non facenti parte del Consiglio stesso.

3. Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio Direttivo, cura il buon andamento

amministrativo dell’associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove

la riforma ove se ne presenti la necessità.

Art. 13. Il Consiglio di Garanzia

1. Il Consiglio di Garanzia ha il compito di occuparsi anche teoricamente di che cosa comporta la

qualifica di psicoanalista per chiunque operi nel campo della psicoanalisi, e di redigere l’elenco di

Soci psicoanalisti della CIP.

2. Il Consiglio di Garanzia è composto da almeno cinque Soci psicoanalisti, designati

dall’Assemblea tenendo conto della loro lunga esperienza nel campo della psicoanalisi. Essi restano

in funzione due anni e possono essere rieletti al massimo per due mandati successivi. Nel caso che

uno di loro si dimetta, sarà sostituito nella prima Assemblea che si svolgerà successivamente alle

sue dimissioni. Il Consigliere eletto resterà in carica, in questo caso, fino alla scadenza degli altri

Consiglieri.

3. È compito del Consiglio di Garanzia occuparsi, teoricamente e praticamente, anche della

formazione degli analisti nell’ambito della CIP, oltre che di valutare, fra i Soci che ne facciano

richiesta, o a prescindere da ogni richiesta, chi può essere riconosciuto come Socio Psicoanalista

della CIP.

4. Il Consiglio di Garanzia terrà conto, a tale fine, del fatto che il richiedente corrisponda ai criteri

della formazione psicoanalitica (analisi didattica, supervisione, frequenza di seminari, corsi, gruppi

di studio su tematiche psicoanalitiche, ecc.). Particolare valore verrà riconosciuto, nella

designazione dei Soci psicoanalisti, alle loro pubblicazioni, ai loro interventi in Convegni e ai loro

insegnamenti.

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5. Nel caso che la conoscenza o la documentazione non siano sufficienti a decidere, il Consiglio di

Garanzia potrà chiedere che il richiedente faccia uno o più colloqui con dei componenti del

Consiglio di Garanzia o con Soci Psicoanalisti a ciò designati dal Consiglio di Garanzia stesso.

6. Data l’importanza della posta in gioco, il Consiglio di Garanzia deciderà sempre con una

maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.

7. Il Consiglio di Garanzia è anche tenuto a comunicare con apposite pubblicazioni in termini

teorici generali quali sono i criteri delle proprie decisioni.

Art 14. Il Comitato per l’Insegnamento e le Pubblicazioni

1. Il Comitato per l’insegnamento e le Pubblicazioni si occupa di dare suggerimenti e pareri

relativamente agli insegnamenti, ai seminari, ai gruppi di studio ecc. che si svolgono nella CIP.

2. Il Comitato fungerà anche da Comitato di Redazione della rivista della CIP, e seguirà,

direttamente o indirettamente anche tutte le altre pubblicazioni, cartacee o telematiche,

dell’Associazione.

3. Il Comitato si occuperà inoltre dell’organizzazione dei Congressi annuali della CIP.

4. Il Comitato raccoglierà annualmente i risultati dei Gruppi di Ricerca della CIP e li renderà

accessibili ai Soci, al fine di valorizzarne i contenuti e di promuoverne la diffusione.

5. Il Comitato è composto da almeno cinque Soci, a ciò designati dall’Assemblea, che restano in

funzione due anni e possono essere rieletti una sola volta. Nel caso che uno di loro si dimetta, sarà

sostituito nella prima Assemblea che si svolgerà dopo l’elezione. Il componente eletto in questo

caso resterà in carica fino alla scadenza degli altri componenti.

Art 15. I Segretari delle sedi regionali e le relazioni fra la sede e le sedi regionali, in Italia

o all’estero

1. Oltre alla sua Sede, la CIP potrà avere anche sedi regionali, in Italia o all’estero, ciascuna delle

quali sarà regolamentata da un apposito regolamento approvato dall’Assemblea della CIP.

2. Ciascuna Sede regionale deve designare un proprio rappresentante, che può essere anche il

Segretario della Sede, nel Consiglio Direttivo della CIP.

3. Si rinvia al Regolamento per lo svolgimento delle funzioni dell’Associazione da adottarsi previa

approvazione dell’Assemblea degli associati, la specificazione del funzionamento organizzativo

delle sedi regionali in Italia o all’estero.

Art 16. Libri dell’associazione

Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’associazione tiene i libri verbali delle adunanze e

delle deliberazioni delle assemblee, del Consiglio di Garanzia, nonché i libri dei soci. Inoltre

custodirà e pubblicherà con modalità opportune anche i curricula dei Soci.

Art 17. Bilancio consuntivo

1. Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.

2. Entro il 31 marzo di ciascun anno il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del

bilancio consuntivo dell’esercizio precedente, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, che lo

approverà entro e non oltre il 30 aprile. I bilanci devono restare depositati presso la sede della CIP

nei 15 (quindici) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, a

disposizione di tutti coloro che abbiano interesse alla loro lettura.

Art 18. Avanzi di gestione

I proventi delle attività dell’Associazione non possono, in nessun caso, essere divisi tra i Soci,

anche in forma indiretta, cosi come utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi,

riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la

distribuzione non siano disposte per legge o siano effettuate a favore di organizzazioni non lucrative

di utilità sociale (O.N.L.U.S.).

Art 19. Scioglimento

1. Lo scioglimento dell’Associazione dovrà essere deliberato da una Assemblea straordinaria, con la

presenta di almeno tre quarti dei Soci, e con il voto favorevole dei quattro quinti dei Soci presenti.

2. In caso di scioglimento, per qualunque causa, il patrimonio dopo la liquidazione, sarà devoluto a

finalità di utilità sociale.

Art 20. Legge applicabile

Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente statuto, si deve fare riferimento alle norme in

materia di enti contenute nel libro I del Codice Civile e, in subordine, alle norme contenute nel libro

del Codice Civile, alla Legge 7 dicembre 2000, n. 383 e alle altre leggi dello Stato in quanto

applicabili.

Il presente statuto è stato approvato dai soci fondatori all’Atto Costitutivo.

Milano, 12 marzo 2017