Scritti-Psicoanalisi

La nostra Comunità si impegna a produrre nuovo materiale per fornire costanti spunti di riflessione.

Che pesti

di Alberto Zino

La peste è la psicanalisi, il suo stato d’arte, il mare dentro della sua inquietudine. Mi piacerebbe trovare e ritrovare ancora una domanda inquieta. Ma per tenere alta la passione del domandare, i fondi devono seminare. Lo stare insieme degli analisti li diffonde e li sparge, giustamente incontrando dissoluzioni.

La fondazione è come la formazione, deve saper perdersi. L’arte del maestro sta nel favorire che venga dispersa, mossa nell’ascolto dell’altro, nelle sue azioni, nella sua scrittura. I raggruppamenti psicanalitici si incagliano qui. L’esercizio della parola diviene esercizio del potere. La vita di un’arte comunitaria degli psicanalisti proviene da una serie di piccole morti, talvolta dure e lievemente crudeli, ma senza transiti non si va da nessuna parte.

 

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Psicoanalisi, opera di civiltà

di Giulia Lorenzini

 

Se psicoanalisi veste i panni della psicoterapia diviene dispositivo di risposta, parola vuota, votata a placare ciò che dovrebbe agitare. Psicoanalisi abdica al suo mistero, alla parte di sé che fa tremare, rinuncia alla responsabilità del suo segreto. Di fronte alla garanzia di risposta smette di rispondere a se stessa, non risponde più di sé, perde ciò che vi è di singolare in favore della omogeneità. La nostra riflessione non dovrebbe però essere tanto su ciò che non abbiamo fatto e potevamo fare, riflessione ottima, assolutamente necessaria fintanto che non rappresenta un modo per non pensare ciò che di psicoanalisi effettivamente fa tremare le vene e i polsi, ciò che nella sue estreme conseguenze forse di psicoanalisi ancora non è stato pensato.

 

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Voler sapere del non volerne sapere: godimento e trasmissione

di Federico Fabbri

 

E quindi il peggio; e quindi la peste.

Gli analisti hanno cessato di parlare della peste, della psicoanalisi come peste nel contemporaneo sia sul paino politico, quanto su quello sociale; sia sul piano della formazione in psicoanalisi, quanto su quello del Desiderio dell’analista.

 

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Complicità segrete

di Giovanni Rotiroti

Testimoniare il segreto in psicanalisi ha il senso paradossale della profanazione, il senso di dissigillare una cripta soggettiva gelosamente custodita fatta di rappresentazioni e di parole. La testimonianza in una séance separa la sfera del sacro e restituisce ciò che vi è di profano, come atto etico, come il desiderio di un gesto o di una espressione che permane in attesa, en souffrance, come lettere d’amore mai spedite ma da sempre e continuamente inviate. Di questa cripta soggettiva è impossibile liberarsi. Allora, cosa rimane di tutto ciò?

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Se, perchè e come stare insieme

di Gerolamo Sirena

Sappiamo ciò che anima il desiderio: le pulsioni. Nel legame importa soprattutto della pulsione di morte, sulla quale, detto per inciso, si è favoleggiato a lungo facendone una fonte ormai esausta di culture punk, dark, vamp (tutte rappresentazioni estetizzate della depressione). La pulsione di morte è implicata nel legame perché ha a che fare con l’abbandono dell’oggetto e il ritiro nella posizione narcisistica (Freud, 1920). Il lavoro del legame invece, se mi si consente una tale declinazione del desiderio, implica che fonte, meta e oggetto della pulsione si annodino alla gratificazione con cui si manifesta il piacere del Sé.

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L'Amore non è senz'Altro.

di Aberto Zino

Nel 2007 Ian McEwan pubblica On Chesil Beach (J. Cape, Random House,20 Vauxhall Bridge Road, London). Nello stesso anno appare la traduzione italiana con il titolo Chesil Beach (Einaudi). Alberto Zino inizia il suo seminario annuale del 2007-2008 (La passione dell’Altro, Edizioni ETS, Pisa 2008) leggendo questo romanzo e confrontandolo successivamente con il Simposio di Platone, Kierkegaard e le Costruzioni nell’analisi di Freud. 

Dieci anni dopo ritorna su quella lettura, in questo scritto breve per il sito della Comunità Internazionale di Psicoanalisi.

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